Markers epatite virale

L'epatite virale è un processo infiamatorio acuto o cronico, che provoca la morte (necrosi) delle cellule del fegato (epatociti) a causa dell'attacco da parte di virus epatotropi, virus, cioè, che hanno come bersaglio primario proprio le cellule epatiche. L'epatite può essere causata da numerosi agenti virali. i più comuni sono il virus di Epstein-Barr (virus della Mononucleosi infettiva), il Citomegalovirus, il virus Herpes simplex, il virus Herpes zoster, il gruppo dei virus Coxackie e il virus della febbre gialla.
Le epatiti virali sono provacate da virus con caratteristiche molto diverse.

Epatite A

L'epatite virale A è una forma di epatite causata dal virus HAV. Tale virus si trasmette per via oro-fecale, generalmente mediante l'ingestione di acqua o cibo contaminato, spesso molluschi bivalvi, come ostriche, vongole o cozze, che filtrano acque con residui fecali contenenti il virus, mentre è insolta la trasmissione parenterale o sessuale. IL virus viene eliminato con le feci, eliminazione che è massima nell'ultimo periodo di incubazone. La presenza del virus nelle feci, riscontrabile nelle due settiamane che precedono l'esordio della malattia e nella prima settimana del decorso clinico, cessa quando le transaminasi (ASTe ALT) e la bilirubina raggiungono il loro picco nel siero del paziente.
La diagnosi di epatite A viene effettuata in base alla sintomatologia (malessere generale, inappetenza, astenia, nausea, vomito, dolore addominale e febbre nela fase pre-itteria, urine scure, feci chiare, comparsa di ittero nella fase itterica, al decorso della malattia e più specificatamente attraverso la ricerca degli anticorpi anti-HAV.
La classe di anticorpi IgM-anti HAV compare nel siero del paziente a partire dalla 3a o 4a settimana dalla contrazione del virus, e raggiungono livelli massimi dopo 5-7 settimane e diminuiscono dopo 7-8- settimane. Le IgG-anti HAV compaiono dopo la 4a o 5a settimana dalla contrazione del virus, dopo 8 settimane superano il livelli delle IgM-antiHAV e raggiungono il plateau massimo a partire da 9-10 settimane dopo l'infezione e permangono per tutta la vita.

Interpretazione clinica dei marker dell'epatite A

Anti HAV IgM Anti HAV IgG

+

-

Incubazione, fase iniziale della malattia

+

+

Fase acuta o guarigione iniziale

-

+ Pregressa infezione o vaccinazione


Epatite B

L'epatite B è una malattia infettiva causata dal virus HBV. La trasmissione da virus di epatite B deriva da esposizione a sangue infetto o fluidi corporei contenenti sangue. Si può trasmettere per:
- via parenterale, ossia con il contatto su mucose o ferite di sangue infetto, con lesioni accidentali da aghi o altri oggetti taglienti, strumentario medico chirurgico non opportunamente sterilzzato ed infine, evenienza assai rara oggi per i severi controlli sierologici, con la pratica di emotrasfusioni;
- via parenterale inapparente, ossia tramite l'uso di oggetti che possono creare microtraumi cutanei come ad esempio rasoi e forbici per le unghie infetti;
- transplacentare e perinatale, al neonato viene trasmesso il virua da madre infetta;
- via sessuale, con rapporti non protetti.

Solitamente l'epatite B, come altre malattie che provocano danno alle cellule epatiche, può essere sospettata nella fase acuta a seguito della presenza di ittero, innalzamento delle transaminasi (AST e ALT), della bilirubina sia diretta che indiretta con conseguente bilirubinuria (urine color marsala) e feci acoliche o ipocromiche (per deficit di stercobilina).
La corretta diagnosi di epatite B può essere correttamente fatta determinando i markers virali specifici.
L'HBsAg rappresenta l'antigene di superficie del virus dell'epatite B, ed è il primo antigene virale rilevabile ad apparire (2-4-settimane dopo il contagio) e tende a scomparire dopo 2-5 mesi dal contagio. Identifica i soggetti con infezione in atto. Se dopo 6 mesi dal contagio l'HBsAg permane, si può parlare di stato di portatore cronico.
L'anti-HBs è l'anticorpo neutralizzante dell'antigene di superficie. Compare tardivamente e persiste per molto tempo (da 6 mesi a 10 anni). La sua positività si riscontra nei soggetti che hanno superato la malattia e nei soggetti vaccinati.
L'HBcAg è l'antigene "core" del virus dell'epatite B e si riscontra sia nel nucleo che nel citoplasma degli epatociti.
L'anti-HBc è l'anticorpo specifico dell'antigene del "core" virale (HBcAg). Questo anticorpo compare durante la fase clinica della malattia e può esistere in due diverse classi di immunoglobuline (IgG - IgM). La classe IgM è dosabile durante la fase acuta anche senza HBsAg evidenziabile (periodo finestra). La classe IgG può persistere a lungo con il significato di pregressa infezione.
L'HBeAg è l'antigene non corpuscolato del core virale, è indice dell'attività della malattia e della replicazione virale. Esso compare durante la fase acuta della malattia e scompare con la presenza di anti-HBe.
L'anti-HBe è l'anticorpo contro l'antigene non corpuscolato del core virale, compare subito dopo la negativizzazione del corrispondente antigene.

Epatite C

L'epatite C è una malattia infettiva causata dal virus HCV. La sua trasmissione è la stessa del virus dell'epatite B. L'infezione è spesso asintomatica, ma la sua cronicizzazione può portare allo sviluppo di cirrosi epatica e cancro al fegato.
Per la diagnosi di epatite C si ricercano nel siero del paziente gli anticorpi anti HCV con un test immunoenzimatico: Se questo test risulta positivo si procede con un tets di conferma (Western blot) e si va anche a determinare la carica virale con metodica PCR. Nell'epatite C i valori degli enzimi epatici (AST-ALT) sono variabili e non sono correlabili alla gravità della malattia.

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