Crioglobuline

Sigla e Sinonimi: Agglutinine a frigore, Agglutinine a freddo

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE

Significato clinico
Le crioglobuline sono autoanticorpi (macroglobuline) che hanno la particolarità di precipitare a basse temperature e ritornano in soluzione dopo riscaldamento. Sono autoanticorpi antieritrocitari e sono classificati in tre gruppi in base alla loro composizione:
- Crioglobuline di tipo I, monoclonali, non hanno attività legante. Sono responsabili di sindromi di iperviscosità. Si riscontano nei casi di leucemia linfatica cronica, mieloma e macroglobulinemia di Waldenstrom.
- Crioglobuline di tipo II, composte da una immunoglobulina M monoclonale che lega altre immunoglobuline policlonali. Si scontrano in casi di di malattie autoimmuni, linfoproliferative o essenziali.
- Crioglobuline di tipo III, composte da complessi di immunoglobuline policlonali. Si riscontrano in casi di malattie linfoproliferative, malattie autoimmuni, secondarie a infezioni da virus o batteri, o essenziali.
Le crioglobuline si identificano nel siero in maniera piuttosto semplice. Dopo aver lasciato il siero del paziente per almeno 7 giorni in frigorifero, si verifica l'eventuale presenza di un gel o precipitato che ritorna in soluzione dopo riscaldamento a 37°C. In caso di positività si passa alla tipizzazione delle componenti del crioprecipitato mediante immunofissazione.
Prelievo
Tipo di campione
: Sangue

Norme comportamentali e dietetiche
Il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue e deve osservare un digiuno di almeno 8-12 ore. Istruzioni pre-esame.

Referto
Tempi di risposta
: 7 giorni
Prenotazione: No
Eseguibile a domicilio: Si

Valori di riferimento
Maschi: Assenti
Femmine: Assenti

INFORMAZIONI PER GLI OPERATORI

Campione biologico: Siero
Stabilità dei campioni: Fare coagulare il campione in termostato a 37°C. Trasportare a 37°C. Separare subito dopo la centrifugazione
Provetta/contenitore: Provetta tappo rosso con gel polimerico
Norme pre-analitiche: Il paziente deve rimanere per circa 30 minuti prima del prelievo ad una temperatura di 20-25°C. Eseguire il prelievo con materiale (siringa e provetta) preriscaldato a 37°C.
Metodo: Precipitazione spontanea a 2-8°C
Sezione: Chimica Clinica

Note:

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